Il merito prima di tutto. Questo deve aver pensato il Sindaco Gianni Alemanno quando ha scelto di mettere alla guida dell’AMA (azienda municipalizzata del Comune di Roma che gestisce i servizi di igiene urbana su tutto il territorio del Comune) Stefano Andrini. Gli uffici dell’AMA dicono di non avere il curriculum del nuovo assunto. E già non è un bel modo di difendere le proprie scelte.
Ma come si fa a scegliere un dirigente se nemmeno si legge il suo curriculum? Comunque non è difficile, navigando su internet, conoscere meglio Stefano Andrini. La stampa lo definisce un ex picchiatore. Nel giugno 1989 insieme ad altri, partecipa ad un’aggressione a Roma, fuori il cinema Capranica. Uno dei ragazzi aggrediti andrà in coma. Identificato e denunciato, riesce a lasciare l'Italia e a recarsi in Svezia dove verrà estradato dopo 3 mesi e condannato a 4 anni e 8 mesi per tentato omicidio e lesioni aggravate. Nel 1994 insieme al fratello e ad altri estremisti di destra partecipa ad una aggressione e dal tetto dell' edificio di Giurisprudenza cominciano a lanciare sassi e fumogeni contro un gruppo di studenti di sinistra. Così Andrini viene nuovamente denunciato per violenza aggravata. Inoltre, durante la perquisizione, nella sua abitazione viene trovata una pistola calibro 22 e materiale inneggiante al fascismo. (Fonte: Corriere della Sera, 5 febbraio 1994).
Certo il curriculum è di quelli che fa paura…e non esattamente per i meriti professionali.
Qualche mese fa, quando era trapelata la notizia che Andrini poteva diventare il nuovo amministratore delegato dell’AMA, Alemanno si affrettò a dichiarare : «È un’invenzione totale». La decisione di nominare Andrini amministratore delegato è stata presa- ieri pomeriggio- dal socio di maggioranza Ama Spa, rappresentata da Panzironi. Ennesima retromarcia del Sindaco? Ennesima autosmentita? Cosa ha convinto Alemanno a cambiare (ancora una volta) idea?
Oggi che la notizia è ufficiale, in una nota dell’Ama si legge che la nomina di Andrini è stata presa sulla base delle competenze professionali dimostrate dallo stesso e che «Il sindaco ha preso atto che tali valutazioni sono tipica espressione dei poteri di governance di Ama e che, pertanto, rientrano nella esclusiva autonomia gestionale».
Per carità, ognuno è libero di nominare la classe dirigente che ritiene più adatta. Ma in un’azienda MUNICIPALIZZATA come l’Ama il merito, la serietà, la competenza dovrebbero essere alla base di ogni nomina…soprattutto di quelle che riguardano la categoria dei “dirigenti”, cioè di quei lavoratori che nell’azienda ricoprono una posizione professionale che implica un elevato grado di professionalità, autonomia e potere decisionale.
Le polemiche sulla nuova nomina non si sono fatte attendere. Il consigliere del Pd alla Provincia di Roma, Pino Battaglia, dichiara che con la nomina di Andrini, “Alemanno conquista il podio dell'inaffidabilità e si dimostra prigioniero dell’estrema destra”.
Dal canto suo, il nuovo Ad di Ama dopo aver dichiarato di aver pagato il suo debito con la giustizia per ciò che è accaduto in passato e di aver abbandonato il partito di Alleanza Nazionale per aderire al Popolo delle Libertà, si prepara ad altri scontri…minacciando di querelare per diffamazione chiunque osi definirlo naziskin.
Certo, Roma è una città molto sporca…Alemanno deve aver pensato che per ripulirla servivano le maniere forti.
Pochi mesi fa la messa in suffragio di Bartolo Gallitto, passato missino e X° Mas. Alemanno era lì, uscito due minuti prima per non dare troppo nell’occhio. Subito dopo il caso Andrini, con la velenosa coda di polemiche. E il sindaco che lo difende dagli attacchi. “Non sono mai stato fascista, ma missino” ha sottolineato Alemanno, in una delle tante ...(continua)