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Olimpiadi 2020 a Roma: servirà gioco di squadra

24 Novembre 2009

Per la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020 si scorgono segnali che ci lasciano presagire una cooperazione da parte delle forze istituzionali ed economiche della città. Inutile soffermarsi sulla grande opportunità che i Giochi Olimpici rappresenterebbero per la Capitale; la grossa occasione di prestigio è sotto gli occhi di tutti e c’è chi auspica che le divisioni scompaiano e che si lavori insieme per la buona causa.

E’ la volontà espressa dal Comune, dall’opposizione e dagli industriali che, a giudicare dalle loro dichiarazioni, daranno il loro massimo ed eterogeneo supporto alla preparazione dell’evento.

 

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha dichiarato poche ore fa di sostenere ‘con grande energia la candidatura di Roma’, e ha aggiunto: “Lavoreremo tutti insieme per una candidatura forte”. Rutelli ha già consegnato una mozione al sindaco a nome dei Moderati per Roma, che include diversi impegni a cominciare dal “coinvolgere tutte le realtà istituzionali, politiche, imprenditoriali e sociali di Roma e del Lazio’. Non senza sottolineare gli sforzi fatti nel 2004, Rutelli ha ribadito la necessità “di un clima politico e istituzionale favorevole”. Il sindaco Gianni Alemanno ha mostrato di aver accolto positivamente le intenzioni non bellicose dell’opposizione, tanto che ha asserito: “L’obiettivo delle Olimpiadi del 2020 unisce tutte le istituzioni, il centro destra e il centro sinistra, riusciremo sicuramente a fare squadra”.

 

L’energia con cui la Marcecaglia ha espresso il suo sostegno, rivolto direttamente agli industriali romani, fa piacere sia per il clima in cui si lavorerà per questa candidatura, sia perché la concorrenza che viene, come si suol dire, direttamente da casa nostra, non è da sottovalutare. L’antica rivale Venezia riceve sostegno dall’intera regione, politici e industriali compresi, e solo il verdetto finale del Coni, che ha la responsabilità istituzionale di presentare la città scelta al Cio entro il 2010, deciderà le sorti delle due grandi città d’arte.

 

Per la Capitale l’importante sarebbe, come ha sottolineato Alessandro Cochi, delegato allo Sport del Comune di Roma, lavorare “per finire le infrastrutture come le linee B1, C e D della metropolitana”, ricordando pragmaticamente che “oltre all’impiantistica di vertice, servono anche infrastrutture, servizi, e ricettività”. Speriamo che il tutto non rimanga solo sulla carta…

 

 

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