Pochi mesi fa la messa in suffragio di Bartolo Gallitto, passato missino e X° Mas. Alemanno era lì, uscito due minuti prima per non dare troppo nell’occhio. Subito dopo il caso Andrini, con la velenosa coda di polemiche. E il sindaco che lo difende dagli attacchi. “Non sono mai stato fascista, ma missino” ha sottolineato Alemanno, in una delle tante iniziative sulla memoria condivisa
di questa città dall’eterno passato. Recidivo, il primo cittadino stavolta accorre al ventennale della scomparsa di Beppe Niccolai, fascista eretico, celebrato dalla destra di Storace e Adriano Tilgher sabato prossimo in un albergo romano.
Ora, nessuno pretende che si cancellino le proprie radici, figurarsi. Però, forse, proprio perché la provenienza è quella, magari da parte di chi dovrebbe rappresentare tutta la città ci si aspetterebbe una maggiore compostezza, e non questo febbrile presenzialismo da una parte e dall’altra come in cerca di una legittimazione di quel passato, di quella identità.
C’è bisogno in questa Capitale illividita da razzismi e odii che parevano sepolti prestarsi a strumentalizzazioni, equivoci, fraintendimenti, polemiche? In Inghilterra la chiamano la politica del fischietto a ultrasuoni. Nessuno sente niente, ma a chi devono arrivare le frequenze arrivano. Formalmente uno è inattaccabile, ma chi deve capire capisce.
Ci vuole chiarezza, sindaco, e non questi ammiccamenti. Giocati sull’ambiguità della memoria.
Pochi mesi fa la messa in suffragio di Bartolo Gallitto, passato missino e X° Mas. Alemanno era lì, uscito due minuti prima per non dare troppo nell’occhio. Subito dopo il caso Andrini, con la velenosa coda di polemiche. E il sindaco che lo difende dagli attacchi. “Non sono mai stato fascista, ma missino” ha sottolineato Alemanno, in una delle tante ...(continua)